S. Giacomo Maggiore

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La chiesa presso l'antica Porta Ripalta

L’esistenza di una chiesa in questa zona della città dovrebbe risalire alla prima metà del XI secolo, secondo l’usanza di porre un edificio sacro dedicato a uno degli apostoli presso le porte di ingresso delle città: infatti, qui si trovava Porta Ripalta. Nel 1257 abbiamo la prima menzione della chiesa nella bolla papale che ne stabilisce la sua donazione ai monaci Eremitani. Dalla metà del Trecento essi lasciarono la chiesa che divenne sede parrocchiale affidata al clero secolare.

Il luogo di culto ebbe diverse fasi costruttive e l’attuale edificio risale a un periodo compreso tra il 1712 e il 1749. Sorse inglobando la costruzione precedente.

Il campanile fu realizzato nel 1724 e, alla medesima epoca, risale anche il rifacimento della sacrestia e la decorazione in stile barocchetto dell’edificio.

La facciata è preceduta da una doppia scalinata delimitata da una balaustra in marmo che conduce all’ingresso sopraelevato rispetto al livello stradale. Una cornice marcapiano separa la facciata in due livelli. Quattro lesene poggianti su un alto basamento e con capitelli di ordine tuscanico decorano il primo livello ai lati del portone d’ingresso arricchito da un articolato timpano. Il secondo livello presenta un finestrone centrale decorato con stucchi, putti e festoni di fiori; ai lati si ripetono quattro semplici lesene. A chiusura della facciata un frontone curvilineo è ornato da ulteriori stucchi.

L’interno è a navata unica. Sull’aula si affacciano tre cappelle per ogni lato riccamente decorate.

La prima cappella sulla sinistra è dedicata a san Cristoforo e custodisce la tela (1598), opera di Gervasio Gatti (Cremona, 1549 circa – 1630), che rappresenta il santo nella sua iconografia classica con il Bambin Gesù sulle spalle e un grosso bastone. Oggi la cappella ospita la vasca battesimale in marmo risalente al 1539. La decorazione ad affresco fu affidata al pittore Eugenio Giuseppe Conti (Crema, 1842 – 1909).

Proseguendo si incontra l’altare dedicato a san Giovanni Battista dove al centro spicca la tela con il Battesimo di Cristo (circa 1520), opera di Vincenzo Civerchio (Crema, 1470 circa – 1544 circa).

In corrispondenza di uno degli ingressi laterali è posta la tela con San Valentino che risana un’inferma di Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto (Milano, 1698 – 1767), proveniente dall’oratorio sconsacrato dei Disciplini.

L’ultima cappella sul lato sinistro è dedicata alla Vergine Annunciata e custodisce una tela di notevole dolcezza e raffinatezza di Stefano Maria Legnani detto il Legnanino (Milano, 1660 circa – Bologna, 1713/15), rappresentante l’Annunciazione (eseguita entro il 1715).

Il presbiterio è frutto delle sistemazioni settecentesche e accoglie i dipinti dedicati alla Vita di san Giacomo.

Gli affreschi rappresentano La vocazione di san Giacomo, a sinistra dell’altare, e San Giacomo si incammina verso il martirio, a destra. Furono realizzati da Eugenio Giuseppe Conti (Crema, 1842-1909) e sono chiusi all’interno di cornici in stucco su pareti di finti marmi. Sulla parete di fondo, ai lati della pala centrale, Conti dipinse anche il Re Davide e il Profeta Isaia, a sottolineare la missione apostolica di san Giacomo. La tela centrale è invece di Carlo Urbino (Crema, 1525-1585) e rappresenta San Giacomo che predica in Giudea. La decorazione del presbiterio è completata dall’Assunta di Francesco Maria Bianchi (Velate, 1689-1757) e dalla Crocifissione (1951-1952) di Giacomo Piccinini (Bergamo, 1900-1971).

L’altare in marmi policromi, di per sé monumentale, è ulteriormente impreziosito dal tempietto destinato all’adorazione eucaristica di sapore neoclassico.

La narrazione della vita del santo titolare della chiesa si conclude con la Gloria di San Giacomo (1883) di Luigi Galizzi (Ponte San Pietro, 1838 – Bergamo, 1902), sulla volta della navata.

Proseguendo sul lato destro si incontra la cappella del Santissimo Sacramento. L’omonima confraternita, nel 1666, commissionò a Giovanni Battista Botticchio (Crema, 1619-1666) la tela con la Cena in Emmaus, oggi spostata in controfacciata. Al suo posto sull’altare troviamo ora la tela del 1739 di Giambettino Cignaroli (Verona, 1706-1770) con Sant’Andrea Avellino, san Luigi Gonzaga e san Stanislao Kostka.

Superata la cappella si incontra l’ingresso laterale di destra, sopra il quale è collocata la tela raffigurante la Madonna con il Bambino e i santi Rocco e Sebastiano, proveniente dall’ex oratorio di San Rocco e attribuita a Tommaso Pombioli (Crema, 1579 – 1636 circa).

La cappella successiva è dedicata a santa Lucia ed è decorata dal dipinto di Mauro Picenardi (Crema, 1735 – Bergamo, 1809) rappresentante la santa martire in cielo accompagnata da due putti.

Infine si incontra la cappella dedicata a san Francesco di Sales che, sull’altare, conserva l’opera datata e firmata da Giovan Battista Lucini (Vaiano Cremasco, 1639 – Crema 1686), che ritrae il santo.

Le decorazioni ad affresco delle cappelle laterali furono affidate a Eugenio Giuseppe Conti (Crema, 1842 – 1909) che le impreziosì con angioletti, putti e delicati dipinti; gli altari ornati con marmi e statue sono opera per buona parte della bottega dei Fantoni di Bergamo.

Ai lati del presbiterio si ammirano l’organo e le cantorie. L’organo settecentesco fu sostituito dalla ditta Inzoli, mentre le cantorie lignee riccamente decorate furono realizzate su progetto del bergamasco Giovanni Battista Caniana (Romano di Lombardia, 1671 – Alzano Lombardo, 1754). Degni di nota sono i confessionali, collocati ai lati dell’ingresso principale, disegnati da Caniana e arricchiti da sculture della bottega dei Fantoni.

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