Il Torrazzo

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Il simbolo della città

Uno dei simboli della nostra città è la torre civica che sormonta l’accesso monumentale alla piazza del Duomo, da tutti conosciuta come il Torrazzo. Dell’originale policromia, che prevedeva il corpo dorato spiccare su un fondo verde e rosso fiammeggiante, rimangono poche tracce, ma ancora oggi il Torrazzo continua ad affascinare i cremaschi e i turisti.

Tour virtuale di Piazza Duomo

Il Torrazzo, parte integrante del Palazzo Comunale, è una torre civica che sormonta l’accesso monumentale alla piazza del Duomo. Metteva in comunicazione con la Porta Ombriano, aperta nelle mura cittadine verso ovest, in direzione di Milano.

Al suo interno per ordine del Podestà e Capitano Francesco Cavalli trovò sede nel 1615 l’archivio notarile, come ricorda il dipinto di Giovan Angelo Ferrario (Crema, 1581 – 1636 circa) conservato nell’ufficio del sindaco. In seguito all’istituzione della provincia di Lodi-Crema (1797) l’archivio fu trasferito a Lodi dove è tuttora conservato.

La porta, già esistente nel 1403, venne più volte modificata: nel 1474 fu aggiunta una loggetta, entro il 1525 fu conclusa la costruzione del secondo ordine (quello che ospita lo stemma).

Nel 1545 il lapicida bresciano Giacomo Fostinelli si impegnò a consegnare una serie di elementi decorativi destinati a entrambe le fronti del terzo ordine (ancora esistenti) e una statua raffigurante San Vittoriano. L’altra statua, probabilmente coeva, rappresenta San Pantaleone.

Il monumento è percorso da fasce decorative in terracotta a stampo che ne scandiscono i piani con motivi a ovoli, scanalature rudentate e nastri sinusoidali che riportano a moduli diffusi da Agostino de Fondulis (Crema, 1460 circa – 1521 circa) e che si ritrovano anche sul Palazzo Comunale.

La facciata verso la piazza si caratterizza per la presenza di oculi al primo piano e finestre centinate sottolineate da timpani triangolari nel secondo a inquadrare lo stemma della città a graffito.

Al terzo ordine, tra il 1545 e il 1555 ha trovato collocazione, al di sopra di un balcone a colonnette, l’orologio realizzato da Giovanni Maria da Caravaggio.

La lanterna ha funzione decorativa e, nel 1594, già ospitava la campana usata per convocare le sedute del consiglio comunale.

La facciata su via XX Settembre, speculare alla prima, si diversifica al secondo ordine per la presenza di finestre a goccia inquadranti l’effigie del Leone di san Marco, che la tradizione vuole trafugato dai francesi dal Palazzo Vecchio di Bergamo e nel 1525 consegnato ai Cremaschi da Francesco II Sforza. Dell’originale policromia, che prevedeva il corpo dorato spiccare su un fondo verde e rosso fiammeggiante, rimangono poche tracce.

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